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Comune di Dronero
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Edifici
Palazzo Voli (sec. XVII)

E’ il risultato di una ristrutturazione avvenuta tra il XVIII e XIX sec. dell’edificio degli „Orti dei San Damiano“ di proprietà della Congregazione di San Martino accatastata già nel 1524. L’interessante scalone si articola su tre rampe con decorazioni del XIX secolo, con giochi di prospettiva, ripresa anche nei voltini, e l’esedra che immette nel giardino. La famiglia Voli era legata alla produzione e al commercio della seta che tra il 1700 e 1800 era la principale industria di Dronero. Nel 1951 il palazzo diviene proprietà della Chiesa ed oggi è sede dell’asilo gestito dalle Opere Pie. Proprietà privata, interno non visitabile Via Giolitti 32
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Palazzo Allodi (sec. XVI)

L’edificio del XVI sec., sede del municipio, deriva dall’accorpamento e recupero settecentesco di corpi di fabbrica medioevali. Era in origine proprietà dei marchesi di Saluzzo-Montemale-Monterosso-Pradleves. Dopo alcuni passaggi divenne proprietà della famiglia Allodi che lo trasformò in palazzo aulico con tanto di scalone d’onore. Il piano nobile presenta affreschi tardo rinascimentali con grottesche, putti e figure zoomorfe e, ricorrente, il mito di Leda. Nella sala consigliare è conservato il telone del Teatro realizzato dall’artista milanese Borgocaratti e sul quale figura l’ingresso a Dronero dei feudatari marchesi d’Este nel 1648, quando la città divenne sabauda. Visitabile negli orari di apertura del Municipio. Info tel. 0171 908700 Via Giolitti 47
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Casa Valfrè Di Bonzo o Casa Manuel (sec. XV)

E’ il Palazzo forse più importante per i suoi richiami storici che non per l’architettura. Originariamente la costruzione del XV secolo apparteneva ai “Saluzzi di Montemale” e faceva corpo unico con il Palazzo dei “Saluzzi signori di Pradleves e Monterosso”, l’attuale Palazzo Allodi ora sede municipale. Divenne poi proprietà del Barone Manuel di San Giovanni e per ultimi i Valfrè di Bonzo. Molti i particolari architettonici di stile medioevale, rinascimentale e barocco, somma e impronta di diversi periodi legati alla tendenza dell’epoca e al gusto della relativa proprietà, dalle bifore gotiche ai balconcini seicenteschi. Piazza Manuel di San Giovanni 10 Proprietà privata, interno non visitabile
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Casa Savio (sec. XV)

Fabbricato insistente sulle vecchie mura. Le caratteristiche architettoniche del tardo Settecento sono riscontrabili nei decori della facciata principale e nelle volte interne affrescate che nascondono preesistenti strutture medioevali. Alcune di queste sono visibili, come ad esempio un capitello scolpito, murato nell’atrio d’ingresso, e i merli nella cinta esterna. L’edificio è attualmente sede dell’Ufficio del Giudice di Pace, del Centro Anziani e del Centro Europeo Giovanni Giolitti per lo studio dello Stato. Via XXV Aprile 21
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Casa Peira (sec. XV)

Il palazzo affacciato d’angolo sull’antica „Carrera Magna“, oggi Via Torino, è di presumibile costruzione quattrocentesca; porta inseriti sulla facciata alcuni fregi in cotto che testimoniano l’origine, avvalorata dalla riscoperta effettuata durante una recente ristrutturazione, dei „ portici“ sui quali è visibile, scolpito in pietra, lo stemma dei Marchesi di Saluzzo. Proprietà privata, interno non visitabile.
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Casa Berardi (sec. XV)

Edificio porticato affacciato sulla Carrera Magna, oggi Via Torino. Ha belle finestre con arco ogivale in cotto del XV secolo decorate con tralci di vite e grappoli. La casa venne eretta alla fine del Quattrocento quando il marchese di Saluzzo ordinò ai possessori di ricchezza di costruire la loro casa nella città entro le mura. Compare anche una finestra con arco in pietra scolpita. Sullo spigolo verso Piazza Manuel, a confine con palazzo Valfrè, compare una modanatura con la Tau. Proprietà privata, interno non visitabile.
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Palazzo Blanchi di Roascio (sec. XV)

E’ l’esempio quasi unico di palazzo tardo gotico che conserva l’originaria articolazione del volume con motivi architettonici del XV sec. e capitelli del primo Cinquecento in stile gotico fiorito. Poggia parzialmente sulle mura e la proprietà è delimitata dai bastioni del XIII secolo. All’esterno è visibile un affresco quattrocentesco raffigurante “Madonna con Bambino”. Sulla facciata sud è presente una meridiana di pregevole fattura. La famiglia dei Conti Blanchi di Roascio è già nota alla fine del XV secolo quando viene infeudata delle terre di Roascio, Denzeno e del Marchesato di Ceva. Proprietà privata, interno non visitabile Via Camillo Cavour
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Teatro Civico (sec. XIX)

Nacque come corpo centrale dell’Ala pubblica. La costruzione autorizzata nel 1861 venne inaugurata nel 1864. L’edificio fu realizzato per ospitare al piano terreno botteghe e magazzino e al piano superiore la sala adunanza che si proponeva di ridurre a Teatro Civico. Per circa quarant’anni il salone venne usato solo per adunanze pubbliche, comizi elettorali, conferenze religiose e feste in occasione del capodanno e del Carnevale. Solo nei primi anni del Novecento iniziarono le attività filodrammatiche. Più tardi le proiezioni cinematografiche. Aperto solo per gli spettacoli Via IV Novembre 5
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