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Comune di Dronero
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Peculiarità architettoniche
Torre di San Nicolao (sec. XI)

Edificata nel XII sec., questa torre, a sezione quadrata, presenta archetti romanici in cotto. Contiene un pozzo profondo otto metri, e si suppone raggiungesse un’altezza di venti metri. Utilizzata anche come torre di avvistamento, era il posto di guardia e di pedaggio fra Dronero e Montemale. Il pozzo fino al secolo scorso ha rappresentato la fonte di approvvigionamento dell’acqua potabile per gli abitanti del cantone. Regione Ricogno, località San Nicolao.
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Torrazza (sec. XI)

Ben conservata, questa torre di avvistamento a sezione rotonda risale al XI secolo. Questo tipo di torre poteva in alcuni casi raggiungere i trenta metri di altezza. Erano in genere suddivise in piani comunicanti fra loro attraverso botole e scale. La porta di accesso era raggiungibile solo con scala a pioli. Il piano seminterrato veniva adibito a prigione, mentre il piano terreno a magazzino; il primo piano era destinato alla cucina e all’alloggio del capoposto; altri piani servivano da dormitorio e l’ultimo piano alla vedetta. La Torrazza, collegata ad altre simili poste nel territorio del Marchesato di Saluzzo, riceveva e trasmetteva messaggi attraverso segnali luminosi che raggiungevano gli avamposti.
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Il ponte della Madonnina

Attraversa il Rio Roccabruna, l’antico Rio Rigamberto che col Maira delimitava il “pizzo a cuneo” dove sorse Dronero. E’ così chiamato per l’edicola ormai demolita. Fin dalle origini era il ponte d’ingresso dal lato nord sull’asse viario Busca–Saluzzo–Torino. Ad esso si accedeva con la porta di San Rocco dove c’era anche una cappella poi demolita. Ha una struttura a doppia cortina di archi addossati che evidenziano l’esistenza di un ponte più antico e di un secondo arco, aggiunto in seguito, di maggiori dimensioni, con intradosso a mattoni. La porta San Rocco fu demolita verso il 1828; i fabbricati adiacenti vennero in parte distrutti e in parte rettificati. Nel 1988 si sistemò tutta l’area dietro le mura e fu riempito un tratto per il parcheggio. Via Torino
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Ponte Nuovo (sec XX)

Detto anche “ponte di Giolitti” fu costruito nel 1914 durante l’amministrazione di Vittorio Caldo con il fattivo e puntuale interessamento di Giovanni Giolitti, l”uomo di Dronero”. Vi si contempla un ampio panorama, fonte costante di ispirazione per pittori e fotografi. Nel 1947 l’arciprete Don Raviolo vi fece porre la statua della Madonna che aveva protetto la città durante i terribili giorni della Resistenza. Dronero è conosciuta come la città dei due ponti, proprio per questi due che sorgono vicini. Piccole scalette prima e dopo il ponte nuovo immettono nel Borgo Sottano o Borgo di San Rocco. via G.Giolitti
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Ponte Vecchio (sec. XV)

E’ il “Monumento nazionale” che caratterizza la città. Detto anche “ponte del diavolo” fu costruito nel 1428 per favorire l’accesso a Dronero e alla valle dalla piana di Cuneo; non si conosce il nome del suo progettista, ma l’Archivio storico conserva la pergamena della quietanza di un certo “magister Antonius, magister pontis lapidarum Draconerii”. Sorge nel punto più stretto del Maira ed è lungo 67 metri. Consta di tre grandi arcate diseguali a tutto sesto formate da una doppia orditura di conci in pietra. Sul pilastro dell’arcata minore poggiava il ponte levatoio che fu soppresso nel 1810. Nell’occasione venne ampliato lo stretto passaggio verso la città. Il piano stradale oggi è coperto di acciottolato, come in origine. Un’elegante merlatura lo percorre sui due lati. Via XXIV Maggio
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Tracce castello e torre medievale (sec. XII)

visibile un frammento di bifora inserito nell’angolo sud dell’attuale costruzione. Con il primitivo insediamento Dronerese fu costruita inizialmente una Torre a pianta circolare di notevoli dimensioni (30 metri di circonferenza per 32 di altezza) e successivamente il Castello Fortezza. Il Castello, quartier militare, venne dismesso nel 1641 per ordine del Cardinal Maurizio di Savoia, nel quadro del conflitto civile con la Reggente Madama Cristina. Sino a inizio 1700 fu adibito a civile abitazione per feudatari del luogo (i Marchesi d’Este ultimi inquilini) e ceduto poi al Comune dal Governo Sardo. Nel 1770 le autorità locali ne decidono l’abbattimento e la costruzione del nuovo Ospedale Civico. La grande Torre rimane eretta sino al 1840. Oggi nel cortile dell’edificio si può immaginarne la costruzione osservando la fontana circolare che delimita una parte di area dove sorgeva il primo “edificio” di Dronero. Via XXIV Maggio
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Portici Medievali (sec. XV)

Le zone porticate o “strada coperta”, esempio del rapporto tra architettura e vita quotidiana, tipico del medioevo, si sviluppano lungo l’antica “Contrada Maestra” (Via Giolitti) e la “Carrera Magna” (Via Torino).Sono’ tutt’oggi quasi inalterate rispetto alla visione che ne dà il Theatrum Sabaudiae del 1682, nonostante demolizioni e tamponamenti dovuti a trasformazioni e rimaneggiamenti quali la realizzazione della Piazza antistante la Parrocchia, la rettifica viaria della stessa Via Giolitti e da vari interventi architettonici su singoli edifici. La differente struttura di volte e pilastri rende individuabili gli interventi che si sono succeduti specialmente dalla fine del 600 a tutto l’800. Significative, sulle arcate medioevali, le colonne in pietra con capitelli gotici scolpiti con motivi vegetali, stemma dei “Saluzzo” e, come per le decorazioni della Loggia del Grano, anteposto il monogramma JHS (Jehsus). Via Giolitti – Via Torino
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Vecchie Mura (sec. XIII)

Nel medioevo Dronero era cinta da mura esterne e suddivisa all’interno da cinte murarie che delimitavano i vari borghi. La cinta esterna fu edificata verso la fine del XIII secolo su fortificazioni precedenti. Fu poi a varie riprese consolidata e rafforzata fino agli inizi del Seicento quando con il Trattato di Lione la città passò ai Savoia. Scomparsa nel tempo la loro funzione bellica, le mura poco per volta divennero parte integrante di vari edifici. Sul lato nord sono ancora visibili i merli. Il lato di destra, fortemente rimaneggiato a fine ‘800, presenta la merlatura e la torretta pensile. Sulle case di Via Montegrappa si nota l’ombra scura dei merli cui furono sovrapposti i fabbricati. Nel 1700, vennero eliminati anche i resti della cinta muraria interna che divideva il Borgo Mezzano dal Borgo Sottano e costruiti, al posto, nuovi edifici. Ad ovest le mura vennero rase al suolo per edificare la Piazza Nuova (ora Piazza Martiri). Vicolo Fuori Le Mura
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